venerdì 1 aprile 2016

L'amministrazione comunale contro l'ideologia gender: via i libri dalla nostra biblioteca



La mozione presentata dalla maggioranza avente ad oggetto: " contro l'ideologia gender", ( rinviata al prossimo consiglio comunale utile) ha suscitato l'irritazione dei Democratici Uniti, ed in particolare del consigliere comunale Nadia Rosa.
L' irritazione non stupisce e non arriva come un fulmine a ciel sereno. Già in passato, quando si è discusso in consiglio comunale di argomentazioni che toccavano temi etici come: l'esposizione del crocifisso, unioni di fatto e famiglia naturale, sono emerse chiare divergenze culturali.
Ritornando alla mozione che, molto probabilmente, sarà discussa nel prossimo consiglio comunale utile, ritengo doveroso fare una premessa sul vero significato della "fantomatica teoria gender".
Un insieme di teorie fatte proprie dall'attivismo gay più radicale, per cui il sesso sarebbe solo una costrizione sociale. Vivere da maschio o da femmina non corrisponde ad un dato biologico, ma una costrizione culturale, cioè essere uomini e donne si può variare a piacimento, anche mantenendo immutato il dato biologico.
Sia chiaro, nessun intento discriminatorio nei confronti degli omosessuali, quello che la maggioranza di centro-destra intende sottolineare, è che tale teoria non ha fondamento, e diffonderla nelle biblioteche e nelle scuole ha il solo intento di colonizzare le menti dei più piccoli con un'azione di indottrinamento gender.
Per tale motivo, sentiamo il dovere, in qualità di amministratori, di tutelare i nostri ragazzi e lasciare che siano i genitori ad occuparsi della loro educazione.
Diffondere la teoria gender con la scusa di lottare contro la discriminazione, in realtà nasconde l'intento di equiparare ogni forma di unione alla famiglia naturale, e la normalizzazione di ogni comportamento sessuale.

Antonio Patera
UDC Lonate Pozzolo

3 commenti:

  1. Ditemi che è un Pesce D'Aprile!

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  2. Nessun pesce d'Aprile, c'è poco da scherzare...
    Ottavio

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  3. Nessun pesce d'Aprile, c'è poco da scherzare...
    Ottavio

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