sabato 14 luglio 2012

Orti sociali nelle aree delocalizzate...Conviene pensarci

Il problema delle aree delocalizzate e la mancanza di fondi Regionali per la manutenzione degli stabili e del verde, è ancora senza risposta, salvo una proposta di SEA che sarà oggetto di discussione prossimamente e che merita una particolare riflessione.Ma per ora non ritengo utile anticipare. Un'idea, che è stata oggetto di discussione nell'ultimo direttivo e che mi piacerebbe sviluppare con gli uffici competenti, riguarda la concessione dei terreni (in questo caso delle aree delocalizzate) da assegnare in comodato gratuito ai cittadini con determinati requisiti che potrebbero essere formalizzati in un apposito regolamento comunale, per la coltivazione degli stessi. Sono molti i comuni Italiani che si sono adoperati in questo senso e che, grazie a questa iniziativa, hanno risolto problemi riguardanti alcune aeree degradate a costo zero. Potrebbe essere questa, una iniziativa che darebbe la possibilità di avere un piccolo orticello da coltivare a chi non ne possiede uno,magari di creare anche un pochino di occupazione e nello stesso tempo dare un certo decoro a queste aree sulle quali incombe il rischio di degrado irreversibile per mancanza di fondi Regionali. Resta inteso che su queste aree serve una decisione urgente e risolutiva da parte della Regione, che permetta di porre fine ad una situazione di degrado e abbandono, senza trascurare il problema sicurezza.Infatti non è novità il fatto che le case delocalizzate, oltre ad essere state depredate di tutto ciò che poteva essere riciclato, spesso sono oggetto di intrusioni e furti all'interno delle abitazioni. A meno che Regione Lombardia non intende concedere le aree delocalizzate per girare un nuovo film su " CHERNOBYL"il giorno dopo.Io l'ho visto al cinema, non m'è piaciuto, ma l'ambiente era molto simile. Antonio Patera

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